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sabato 13 aprile 2013

Carmina Burana ~ O Fortuna - Carl Orff ~ André Rieu



       Carl Orff (Monaco di Baviera, 10 luglio 1895 – Monaco di Baviera, 29 marzo 1982)



Carmina Burana è il titolo (non originale) di una raccolta di componimenti poetici medievali reperita presso il monastero di Benediktbeuern, in Alta Baviera. Alcuni di questi testi sono corredati di notazione musicale adiastematica (neumi in campo aperto), pressoché impossibile da interpretarsi: indagini musicologiche recenti hanno reso possibile la ricostruzione di diverse melodie, soprattutto grazie alla loro identificazione in repertori diversi (per esempio quello della cosiddetta Scuola polifonica di Notre-Dame di Parigi), ma all'epoca in cui Orff se ne occupò nessuna delle musiche originali era nota. Il musicista tedesco fu attratto in particolare dalla varietà degli argomenti trattati nelle poesie della silloge bavarese: iniziò dunque a elaborarne musicalmente alcune, fino a completare 24 brani, per la maggior parte con testo latino; fanno eccezione un brano in alto tedesco medio e uno in provenzale.
Dopo la prima rappresentazione a Francoforte, Orff ottenne un grandissimo successo, e la cantata fu eseguita in altre città tedesche e, nonostante fosse molto ostacolata dal regime nazista per il tono erotico di alcuni canti, divenne l'opera musicale più conosciuta tra quelle composte durante il periodo nazista.





giovedì 11 aprile 2013

C.Monteverdi - Madrigali

                                                  


                Claudio Monteverdi (Cremona, 26 maggio 1567Venezia, 29 novembre 1643)


Zefiro torna - Sesto libro dei Madrigali, 1614 Testo: Canzoniere di Francesco Petrarca


"Rimanti in pace" - Terzo libro dei Madrigali


"Donna,nel mio ritorno" - Secondo libro dei Madrigali

L.Marenzio - Canti Polifonici

                                                               


Luca Marenzio, o Marenzi (Coccaglio, 18 ottobre 1553? – Roma, 22 agosto 1599)


"Al primo vostro sguardo"

"Ad una fresca riva" - Villanella a tre voci



"Solo e pensoso i più deserti campi" - Madrigale



W.A.Mozart - Requiem KV 626 - Confutatis maledictis & Lacrimosa

                                                 


         Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio1756 – Vienna, 5 dicembre 1791)






L'opera è legata alla controversa vicenda della sua morte, avvenuta il giorno successivo al completamento delle parti vocali delConfutatis maledictis.
Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio (1815), parla di un anonimo committente (che si presentò alla sua porta nel cuore della notte con una maschera come quelle di carnevale, un mantello scuro, aria lugubre e una sacca contenente danari) che incarica Mozart, malato e caduto in miseria, di comporre in quattro settimane una messa da requiem, dietro compenso di cinquanta ducati.
Secondo l'ipotesi avanzata da Stendhal, Mozart tentò di scoprire chi fosse il misterioso committente, ma quando le forze cominciarono a mancargli per il duro lavoro e non riuscì ad identificare l'uomo, si convinse che la messa che stava componendo sarebbe stato il requiem del suo funerale.
Inoltre, allo scadere delle quattro settimane l'uomo si presentò per ritirare la composizione, che però Mozart non aveva ancora completato. Così, nonostante i sospetti del musicista, gli offrì altri cinquanta ducati e altre quattro settimane di tempo: inutili, poiché Mozart morirà lasciando l'opera incompiuta.


Una leggenda molto famosa ma totalmente infondata vuole che sia stato il musicista italiano Antonio Salieri - invidioso del talento di Mozart - a forzare il deperimento del già malato collega. Tale leggenda è stata alimentata da Aleksander Puškin nella sua opera teatrale Mozart e Salieri (1830), 
e ripresa negli anni settanta dal drammaturgo nell'opera teatrale 
Amadeus di 


Peter Shaffer (1978). 
Da Shaffer il regista Miloš Forman 
ha tratto il suo Amadeus (1984), 
film nel quale tale leggenda è, appunto, narrata.



La vedova di Mozart, Constanze, che aveva litigato col marito e fuggita col figlio prima della commissione del requiem, tornò appena in tempo per salvare l'opera dalle mani del malfattore e delegò il completamento del Requiem (furono rinvenute decine di spartiti alla rinfusa sulla scrivania del compositore) a tre allievi del marito, per meglio avvicinarsi agli intenti originari: Joseph Eybler, Franz Freistädler e, infine, Franz Xaver Süssmayr; quest'ultimo era probabilmente stato il più vicino a Mozart negli ultimi tempi, e (come egli stesso ebbe modo di dire anni dopo, interrogato in merito all'autenticità dell'opera) ebbe probabilmente la possibilità di suonare insieme al Maestro alcuni brani del requiem. Il suo apporto fu quello di riordinare in modo omogeneo il lavoro dei collaboratori precedenti, e di completare i brani totalmente mancanti del manoscritto.
Completato quasi certamente entro la quaresima del 1792, il Requiem venne ritenuto per un certo periodo opera del solo Mozart anche per il fatto che la calligrafia di Süssmayr risulta essere molto simile a quella di Mozart: fino agli inizi degli anni '90 del XX secolo si riteneva infatti che l'indicazione, posta in testa alla prima pagina, recitante "di me W.A Mozart mppa. 1792" fosse stata apposta da Mozart stesso. Si è poi stabilito con certezza che la firma è stata posta da Süssmayr, probabilmente per tentare di dare maggiore credibilità al lavoro nella sua globalità: va fatto notare come nessuno dei personaggi coinvolti in questa vicenda tentò mai di accampare diritti di qualsivoglia genere sul Requiem, e nessuno figurò neppure nelle prime edizioni a stampa[senza fonte].
Ciò non bastò dal momento che nel 1825 il compositore e teorico della musica tedesco Gottfried Weber, pubblicò un articolo intitolato "Sull'autenticità del Requiem mozartiano", nel quale sollevava enormi dubbi sulla quantità di musica effettivamente composta da Mozart e presente nella messa. La polemica continuò per vari anni costituendo varie fazioni (Beethoven, che possedeva una copia dell'articolo, riferendosi a Weber annotò su un fianco: "o tu Arcisomaro", e ancora "o tu doppio somaro").
Fu probabilmente solo con l'edizione a stampa di Andrè del 1827 che parte dei dubbi vennero fugati: forse per la prima volta nella storia della musica, una partitura venne pubblicata con un commento critico nel quale si tentava di stabilire con certezza ciò che è certamente di Mozart e ciò che è di pugno d'altri; l'edizione Breitkopf indicò poi con una M il materiale sicuramente mozartiano e con una S quello attribuito a Süssmayr.
Come ha dimostrato il musicologo Christoph Wolff nel suo importante testo sul Requiem[1], è certo che qualche giorno dopo la morte di Mozart (il 10 dicembre), venne organizzata una funzione commemorativa durante la quale vennero eseguiti almeno l'Introitus ed il Kyrie, con coro organo e i soli archi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Requiem_(Mozart)

domenica 17 marzo 2013

Giuseppe Verdi - Il Nabucco - Va Pensiero

                                           

Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Roncole di Busseto, 10 ottobre 1813 –Milano, 27 gennaio 1901)