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domenica 14 aprile 2013

Stravinsky - Petrushka - Royal Concertgebouw Orchestra - Direttore: Mariss Jansons

                                             


 Igor Stravinsky (  Lomonosov, 17 giugno 1882 – New York, 6 aprile 1971 )


L'opera fu composta durante l'inverno del 1910-1911 da Stravinskij per i Balletti russi di Sergej Diaghilev e fu rappresentata per la prima volta al Théâtre du Chatelet di Parigi il 13 giugno 1911.Il balletto ora mette in evidenza la sua componente tragica e il ballerino di sesso maschile acquista il ruolo di protagonista.
Nonostante il successo della rappresentazione, alcuni critici furono spiazzati dalle musiche impervie, dissonanti, talvolta grottesche. A un critico che, dopo una prova generale, chiese: "Ci avete invitato qui per sentire questa roba?", Diaghilev rispose laconico: "Esattamente".
Quando Diaghilev e il suo corpo di ballo si recarono a Vienna nel 1913, la Filarmonica viennese inizialmente si rifiutò di eseguire la partitura, definendola "schmutzige Musik" (musica sporca).
Prima scena [modifica]
Siamo a Mosca, durante la fiera della settimana grassa nel 1830 (in russo Maslenica): una festività che precede un lungo periodo di digiuno religioso. Il popolo festeggia prima del periodo di austerità. La strada è affollata da passanti, ballerini di strada, zingare, forze dell'ordine, curiosi, comari, vetturini.
L'orchestrazione e i ritmi rapidi e mutevoli suggeriscono l'andirivieni della folla. Un suonatore di organetto e una danzatrice intrattengono il pubblico. Un rullo di tamburi annuncia l'arrivo di un anziano burattinaio, Ciarlatano, col suo teatro di burattini.
Si alza il sipario del teatrino, e il Ciarlatano presenta le marionette inanimate: Petruška, la Ballerina e il Moro. Grazie ad un incantesimo, i burattini si animano, saltano fuori dal loro piccolo palcoscenico e ballano una vivace danza russa fra il pubblico stupefatto. Terminato lo spettacolo, i pupazzi vengono rinchiusi, dal padrone, nei loro camerini.





Parte I: Festa popolare della settimana grassa 0:25
  • Introduzione
  • La bancarella del ciarlatano
  • Danza Russa
Parte II: La stanza di Petruška 10:45
Parte III: La stanza del Moro 15:17
  • La stanza del Moro
  • Danza della Ballerina
  • Valzer - La Ballerina e il Moro
Parte IV: Festa popolare della settimana grassa (sera) 22:10

Mariss Jansons -Direttore
Royal Concertgebouw Orchestra



Prima scena
Siamo a Mosca, durante la fiera della settimana grassa nel 1830 (in russo Maslenica): una festività che precede un lungo periodo di digiuno religioso. Il popolo festeggia prima del periodo di austerità. La strada è affollata da passanti, ballerini di strada, zingare, forze dell'ordine, curiosi, comari, vetturini.
L'orchestrazione e i ritmi rapidi e mutevoli suggeriscono l'andirivieni della folla. Un suonatore di organetto e una danzatrice intrattengono il pubblico. Un rullo di tamburi annuncia l'arrivo di un anziano burattinaio, Ciarlatano, col suo teatro di burattini.
Si alza il sipario del teatrino, e il Ciarlatano presenta le marionette inanimate: Petruška, la Ballerina e il Moro. Grazie ad un incantesimo, i burattini si animano, saltano fuori dal loro piccolo palcoscenico e ballano una vivace danza russa fra il pubblico stupefatto. Terminato lo spettacolo, i pupazzi vengono rinchiusi, dal padrone, nei loro camerini.

Petrushka - Balletto Parte I





Seconda scena
Dopo l'esibizione, la seconda scena si apre sulla stanza di Petruška, dalle pareti scure decorate con stelle nere, una mezzaluna ed un minaccioso ritratto del Ciarlatano.
Petrushka, gettato nella sua cella, vi atterra con un gran tonfo. Dietro le quinte, il burattino conduce una vita miserabile fra le angherie del Mago e l'amore non ricambiato per la marionetta Ballerina, cui egli tenta di dichiararsi, venendo puntualmente respinto. Per giunta, la Ballerina è attratta dal terzo burattino - il Moro - con cui inizia una relazione.
Terza scena
La terza scena si svolge nella lussuosa stanza del Moro, che, diversamente dal protagonista, gode del privilegio di una vita agiata. Mentre sta giocando con una noce di cocco, tentando inutilmente di aprirla con la sua scimitarra, la Ballerina entra nella stanza, suona una vivace melodia e i due cominciano a ballare.
Petruška, che finalmente riesce a evadere dalla sua cella, piomba nella stanza per opporsi alla tresca. Tenta di lottare contro il Moro, il Moro lo malmena, scacciandolo infine con la sua scimitarra.


Petrushka - Balletto Parte II



Quarta scena
Nella quarta ed ultima scena, ci ritroviamo alla fiera. L'orchestra si trasforma idealmente in una grande fisarmonica che suona una serie di colorite danze, come la Danza delle balie(sul motivo tradizionale Lungo la via Petersky). Vediamo poi arrivare diversi personaggi curiosi: un contadino col suo orso che balla, un mercante di rastrelli, alcuni zingari, carrettieri, stallieri e ciarlatani. Nel bel mezzo dei festeggiamenti, un grido si ode provenire dal teatro delle marionette. Petruška irrompe sulla scena, inseguito dal Moro che brandisce un'ascia. Alla fine questi lo raggiunge e lo colpisce a morte, fra l'orrore dei presenti.
Sopraggiunge la polizia, che interroga il Ciarlatano. Questi cerca di riportare la calma scuotendo il corpo inerte di Petruška, da cui esce segatura, per ricordare agli astanti che si tratta solo di un burattino di legno.
A notte inoltrata, la folla si allontana rassicurata, mentre scende la notte, la neve cade dal cielo, e la fiera si chiude. Il Ciarlatano riordina e pulisce il suo teatrino, prima di allontanarsi, portando con sé il burattino rotto.
Ma il fantasma di Petrushka compare sul tetto del teatrino, terrificante gesto di scherno. La morte ha infatti liberato il suo spirito dal corpo di marionetta, ed ora egli è tornato per tormentare il suo antico aguzzino, che fugge atterrito.



Petrushka - Balletto Parte III


http://it.wikipedia.org/wiki/Petru%C5%A1ka_(balletto)

domenica 17 marzo 2013

P.I.Tchaikovsky -Balletto Il Lago dei Cigni

                                                      

   Pyotr Ilyich Tchaikovsky (Kamsko-Votkinsk, 7 maggio 1840 – San Pietroburgo, 6 novembre 1893 )


Introduzione
Il movimento che introduce il balletto è una breve sintesi musicale ed emotiva del dramma, che rimpiazza la tradizionale ouverture. La melodia d'apertura è il primo del cigno, in esso risuona già una delle scale discendenti che si incontreranno poi in tutto il balletto. Queste scale alludono al destino che incombe sui due amanti, a cui non potranno sottrarsi.
Atto I 
In un parco di fronte al castello, il principe Siegfried festeggia coi suoi amici il suo compleanno. Si avvicinano dei contadini per porgergli gli auguri e lo intrattengono con le loro danze. Giunge la regina madre, che esorta il figlio a trovare una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell’intreccio. La festa continua con danze e scherzi del buffone di corte.
Gli ospiti rientrano nel castello ed il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia e imbracciato l'arco s'inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della "fanciulla cigno".
Atto II 
Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. Questo numero, ideato come entr'acte, divenne in seguito un tableau scenico.
I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle. La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, incantato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell’intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d'action, la cui musica è tratta dalll'opera giovanile Undine, dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l'alba, e le fanciulle vengono nuovamente trasformate in cigni.


Atto III: Il cigno nero
Atto III 
Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti da Siegfried e dalla regina madre. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l’arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l'arrivo di nuovi ospiti. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile che, grazie al padre, ha assunto l'aspetto di Odette. L’intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato, e il motivo della “fanciulla cigno” suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile, che il pubblico può comunque distinguere dal costume, che nel caso di Odile è nero.
Ciascuna ragazza balla una variazione per il principe. Seguono una serie di danze nazionali.
Con il suo fascino, Odile è riuscita a sedurre Siegfried, che la presenta a sua madre come futura sposa. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello, che piomba nell’oscurità fra l’orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell’inganno, scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.
Atto IV
Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. La bufera si placa e sul lago, tornato tranquillo, appare un gruppo di candidi cigni in alto volo.



 


Finali alternativi del balletto
Dopo la Rivoluzione del 1917, ma soprattutto nel periodo stalinista, anche i protagonisti dei balletti dovettero in qualche modo essere assimilati al concetto di eroi positivi. Proprio per aderire a questa nuova filosofia, il finale del balletto venne modificato. Nella versione di Vladimir Bourmeister del 1953, dopo un combattimento tra Rothbart e Siegfried, questo riesce a sconfiggere il mago e Odette riprende le sue sembianze umane potendo così vivere il proprio sogno d'amore con il principe.
Esistono molte altre versioni della scena finale originale (1877) del balletto come è stata qui sopra riportata.
 Le più rappresentate sono comunque queste:
  1. (Versione del 1895 di Modest Il'ič Čajkovskij)
    Lo spirito maligno in forma di gufo si aggira sul lago. Siegfried si trafigge ed il gufo cade morto. Il lago scompare. Nell'Apoteosi che segue vediamo un regno subacqueo, oveNinfe e Naiadi accolgono i due innamorati per l' eternità.
  2. Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un'Apoteosi celeste.
  3. Siegfried combatte contro il malvagio mago, ma ha la peggio. Rothbart minaccia Odette di uccidere il principe, se lui non avesse acconsentito alle sue nozze con Odile. Siegfried per amore di lei prende la spada di Rothbart e si uccide. Così facendo, il suo amore spezza l'incantesimo, i cigni ritornano fanciulle, Siegfried torna in vita e può vivere il suo sogno d'amore assieme a Odette.
  4. Odette, costretta a rimanere un cigno per l'eternità, decide di suicidarsi gettandosi da una rupe. Siegfried in seguito decide di fare lo stesso. Questo atto di sacrificio e di amore sconfigge il potere di Rothbart. Infine al sorgere dell'alba le anime dei due amanti si riuniscono in un'Apoteosi celeste.
  5. Il principe implora Odette di perdonarlo, rendendosi disponibile a morire con lei pur di rompere l'incantesimo. Appare allora Rothbarth che dà inizio a un duello col principe in cui il malvagio viene sconfitto, ponendo fine al suo sortilegio.